È meglio avere bel design o un design efficiente?

– Chiedo scusa ai veri designer per l’eresia contenuta nel titolo –

La traduzione corretta di design è “progettazione”, non disegno, tantomeno “stiloso-di tendenza” o simili. Purtroppo negli ultimi anni la parola design è diventata sinonimo di esteticamente bello, dalle forme strane e soprattutto costoso…

Ripassiamo un po’ di storia:

Fin dall’antichità l’uomo aveva la necessità di ingegnarsi per sopravvivere nella natura selvaggia date le sue basse qualità fisiche (offensive-difensive) a differenza della spiccata intelligenza che, col passare dei secoli, lo ha spostato al primo posto della piramide alimentare.
Salvo smentite da parte degli archeologi possiamo affermare che una delle prime “progettazioni” dell’uomo sia stata la… clava.

bambam

L’Homo Sapiens è stato il primo industrial designer della storia?
No. Progettazione sì, ma non possiamo ancora parlare di design…

Il design vero e proprio, ovvero la “progettazione efficiente” come dovrebbe essere intesa – perfetto equilibrio tra usabilità (usability), economicità e bellezza – è nata in piena rivoluzione industriale grazie alla mission di alcuni visionari che volevano rivoluzionare il mercato pensando, producendo e vendendo prodotti che fossero pratici, belli e di qualità come i manufatti artigianali ma allo stesso tempo poco costosi, omologati e largamente distribuiti come i prodotti industriali.


Esempio pratico:


Al mondo ci sono porte e porte, quale delle due riportate nell’immagine sotto spingereste e quale tirereste (senza leggere)?

porta

La presenza di una maniglia indicherebbe inconsciamente la necessita di “afferrare” e quindi tirare a sé la porta, non spingerla.
Conclusione: la porta sarà anche più bella con le maniglie ambo i sensi ma genererà confusione evidenziando poca efficienza, praticità e immediatezza.

Questa porta è bella ma non è design.

 

Altri esempi?


Ovunque: ci sono siti moderni e belli da vedere ma non adatti al target a cui si rivolgono; bicchieri talmente strani da essere opere d’arte ma poco pratici per bere; abiti di tendenza e alla moda ma che ti confondono con lo stile dei competitors; telefoni che permettono operazioni e gestioni futuristiche ma che si spezzano in tasca… (ogni riferimento a persone o cose è puramente casuale).


Morale:


Scappiamo dal design inteso come lo si intende oggi e ritorniamo al design figlio di studio, ricerca, professionalità e strategia.

Torniamo al Design con la “D” maiuscola!
Passiamo al Design.00 with passion 😉



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