Rebranding: perché farlo e quando conviene?

Sarà capitato anche a voi di sentire, soprattutto in Italia, nazione dal popolo di calciofili, la famosa frase:

“Squadra che vince non si cambia”

Personalmente non mi ha mai convinto questa frase. Proprio nello sport ci capita di veder perdere squadre vincenti nonostante schierino sempre la stessa consolidata formazione.

La frase è falsa quindi? No, ma possiamo affermare che non è una regola infallibile! Il mio consiglio è quello di non adottare questo proverbio come filosofia di pensiero, soprattutto nel business, dove perdere… non è un gioco.


Cambiare o correggere? Questo è il problema.

Nella lunga vita di un’azienda un imprenditore affronta vittorie e sconfitte fino a trovare un equilibrio che lo faccia andare avanti, crescere e affermarsi. Purtroppo succede anche che alcuni di loro si abituino a fare le stesse cose di sempre con la scusante:

“Abbiamo sempre fatto così ed è sempre andata bene”

Finché la squadra vince si è convinti di fare tutto bene e non si sente la necessità di fare modifiche, cambiamenti o correzioni. Ci sono situazioni però che dall’interno sono difficili da valutare e spesso i problemi si manifestano nel lungo periodo, cosa che ritarda le preoccupazioni e i tempi di reazione.
Altre volte invece non ci sono dei veri e propri problemi, ma situazioni che, se ottimizzate, migliorerebbero vari aspetti dell’attività imprenditoriale.

In questo articolo mi concentrerò sulla progettazione di identità di marca – brand identity design” per i più anglofoni – e vi mostrerò dei validi motivi per intervenire sul vostro brand per mezzo del “rebranding”.

 

Perché fare un intervento di Rebranding?

Intanto vediamo cosa significa “rebranding”:

“Il rebranding è quel processo di trasformazione, totale o parziale, in base al quale una marca (brand) viene ri-progettata”

 

Si può per esempio cambiare il nome o l’aspetto del logo fino addirittura stravolgere l’intera identità del brand, tutto però fatto e pensato in funzione di uno scopo…

Aiutiamoci a capire meglio che cosa intendo andando a vedere alcune famose case history:


Google
> aggiornamento, estetica, tendenza, stile.

Nell’immagine il logo di Google in versione “realism design” a sinistra e nella versione “flat design” a destra.

Stare al passo coi tempi nel marketing è fondamentale. La giusta comunicazione, il giusto stile o il tipo di approccio, possono determinare il successo o il fallimento di un’azienda. Ecco perché questo tipo di intervento è il più utilizzato dalla maggior parte dei brand.

In questo caso vediamo Google sposare lo stile “flat”, abbandonare ombre e sfumature, per un più moderno stile minimal.

Internet Explorer > cambiamento, rivoluzione, rivincita.

Nell’immagine il logo di Internet Explorer a confronto con Edge.


Internet Explorer, uno dei browser web più famosi al mondo, è stato per anni bersaglio di critiche e parodie che ne denigravano prestazioni e sicurezza. Dopo quasi 20 anni di storia la proprietaria Microsoft decide di cambiare strada: cambio di brand naming, logo (marchio) e colore istituzionale.

Obiettivo: ripartire da 0 con un brand/prodotto nuovo libero da pregiudizi e bad reputation. Mantenere un’immagine non troppo distaccata dal predecessore per non creare problemi alle abitudini di utilizzo del consumatore finale: colore e logo, se pur cambiati, non stravolgono l’aspetto e chi cerca l’icona per navigare su internet troverà sempre una “e” blu sul proprio computer.

Una delle immagini parodia che si trovano su internet cercando “Internet Explorer”.


Unieuro
> fusione, insieme di più realtà, nuova era.

Nell’immagine il logo di MarcoPolo Expert e Unieuro a sinistra prima della fusione.

Unieuro è la seconda catena per fatturato in Italia (1,4 miliardi di euro nel 2014) e prima per copertura del territorio con oltre 400 punti vendita. Forte di una grande fusione tra colossi del mercato retail dell’elettronica italiana decide di integrare le due realtà sotto un unico brand.

Dichiara Marco Titi, Marketing Director di Sgm Distribuzione:

“Abbiamo scelto il cuore come protagonista della campagna perché rappresentativo della passione e dell’unione di due realtà, Unieuro e Marcopolo che, incontrandosi, hanno saputo dare vita alla più grande catena multicanale di elettronica in Italia  per numero di punti vendita e vicinanza al cliente, proiettandola verso il futuro”.

Facebook > cambio di identità, maturazione.

Nell’immagine il rebranding attuato da Facebook.

L’intervento di rebranding di Facebook, il social network più usato al mondo, è stato talmente minimal che per farcelo notare ci ha dovuto pensare il direttore creativo di Facebook, Josh Higgins, con tanto di dichiarazione:

“Quando il logo di Facebook fu creato, nel 2005, la compagnia era giovane quindi aveva bisogno di un marchio “maturo”, che fosse preso seriamente”. “Ora che Facebook è una realtà solida, abbiamo deciso di rinnovare il logo per renderlo più amichevole e vicino”.

Gli esempi sono tantissimi e ogni caso è a sé, ma possiamo riassumere tutti i casi di rebranding in queste 4 circostanze.

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